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Sentimenti, emozioni e lavoro: quanto contano per avere un locale di successo?

“Si deve dividere il lavoro dalla vita privata”- si sente dire spesso; attribuendo sentimenti ed emozioni a un qualcosa che non può e non deve intaccare la vita lavorativa. In realtà, il mondo lavorativo non può e non deve essere relegato a qualcosa di asettico, anzi – essendo una parte fondamentale nella vita di un individuo – molto spesso è causa, nonché fonte, di emozioni e sentimenti. Per questo, sul posto di lavoro, è importantissimo imparare a riconoscere gli andamenti umorali, valorizzare i sentimenti e saper riconoscere le varie emozioni che ci attraversano.

Questo è auspicabile in qualsiasi campo lavorativo, ma sicuramente per tutti quei lavori che si svolgono a contatto con il pubblico è fondamentale. Soprattutto se poi si è nell’ambito della ristorazione e del food, dove il cibo è senza ombra di dubbio un elemento fortemente aggregante.

Quindi: tra i vari componenti di un team, tra i collaboratori, tra gli imprenditori, è davvero importantissimo saper far fronte e saper gestire emozioni e sentimenti.

Ma qual è la differenza tra emozione e sentimento?

Da un punto di vista psicologico l’emozione è una risposta comportamentale , ossia un atto che nasce in risposta a uno stimolo e produce una reazione visibile sul viso, nel modo di parlare, nel modo di gesticolare e nella postura. Le emozioni sono passeggere e, tra esse, troviamo la rabbia, la paura, la gioia, e la tristezza.

I sentimenti: sono più duraturi e riguardano si ala parte e motiva che la parte della ragione. Sono atti di auto consapevolezza ed hanno a che fare con l’atto di “sentire” (sentire amore, sentire gratitudine etc)

E chi, al lavoro, non ha provato rabbia o gioia? Gratitudine?

Insomma all’interno di un gruppo di lavoro è fondamentale, invece che parlare di sentimenti ed emozioni come dei tabù, saper riconoscere le cause che fanno affiorare emozioni come rabbia o tristezza e cercare di risolvere i problemi a monte. I clienti e il pubblico in generale sa riconoscere quando un collaboratore, un cameriere, un caposala o un barman non è al 100%  e si accorge se “nell’intera macchina” c’è qualcosa che non va.

Al di là dell’immagine che si può dare all’esterno, comunque, è bene imparare a parlare, a dialogare con il prossimo, soprattutto all’interno di un team di lavoro per cercare di comprendersi a vicenda ed essere più efficienti sul posto di lavoro.

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Autore: Ristopiù Lombardia

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